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America
Bilanci falsi: lo scandalo Worldcom sconvolge l’America
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di Roberto Rezzo
New York Worldcomm, leader mondiale del settore telecom, guadagna un altro primato: diventa protagonista della più grande frode contabile che la storia della Corporate America ricordi. I vertici della società hanno ammesso che durante il 2001 e sino a tutto il primo trimestre di quest’anno, sono stati fatti figurare a bilancio profitti inesistenti per quasi 4 miliardi di dollari.
“È un fatto gravissimo, sono oltraggiato – ha dichiarato cupo il presidente Usa, George W. Bush, da Canada, dove partecipa al verice del G8 – Questi scandali stanno danneggiando seriamente le borse americane”. Bush ha annunciato che il dipartimento alla Giustizia aprirà immediatamente un’inchiesta e ha promesso che “i responsabili saranno chiamati a rispondere delle loro azioni non solo nei confronti degli azionisti ma anche dei dipendenti”.
Le indagini preliminari hanno rivelato che 3,8 miliardi di dollari di spese correnti sono stati iscritti nei libri contabili come spese di capitale, questo per cancellare un impatto negativo alla voce dei profitti. “Siamo sotto shock – ha dichiarato John Sidgmore, amministratore delegato di Worldcomm, fresco di nomina dopo la cacciata di Bernie Ebbero, ex numero uno e fondatore del gruppo nel 1985 – Il nostro impegno è quello di continuare le operazioni di Worldcomm in osservanza dei più rigidi criteri etici”. A saltare immediatamente è stato il direttore finanziario della società, Scott Sullivan, licenziato in tronco ed estromesso dal consiglio di amministrazione. Perde il posto anche David Myers, vice direttore generale con delega alla supervisione finanziaria.
L’attuale società di revisione dei conti, Kpmg, ha subito messo le mani avanti, precisando di aver ricevuto l’incarico poco più di un mese fa, quando è subentrata al revisore che ha accompagnato Worldcomm sin dai primi passi, Arthur Andersen. E il nome dice tutto. I vertici per il momento sembrano pagare solo gli spiccioli della crisi: Worldcomm ha annunciato un taglio del personale da 17mila posti per ridurre le spese, stimando un risparmio annuo pari a 2 miliardi di dollari. La società è esposta con le banche per 32 miliardi di dollari, e di questi 2,6 miliardi non sono stati restituiti entro i tempi dovuti. Una strada senza uscita, e molti analisti non vedono alternative alla procedura fallimentare, per chiedere la protezione dai creditori al tribunale. Adam Quinton, che da anni segue Worldcomm per Merrill Lynch, è convinto che con l’ultimo scandalo e la fuga degli investitori sia scattato il conto alla rovescia per la bancarotta.
La notizia ha avuto un impatto devastante a Wall Street con ripercussioni che dal comparto telefonico – già in subbuglio per le voci di bancarotta su At&t - hanno scatenato un’ondata di ribassi su tutti i listini. L’indice Dow Jones è sceso sotto la soglia di guardia dei 9mila punti e il tabellone elettronico del Nasdaq ha toccato il minimo degli ultimi tre anni il titolo Worldcomm non è stato neppure ammesso alle contrattazioni in apertura di seduta e rimane sospeso a tempo indeterminato. “È incredibile l’effetto che un titolo da 83 centesimi è riuscito ad avere sui mercati”, ha commentato mercoledì mattina un operatore di borsa. Le azioni Worldcomm, quotate sopra i 64 dollari nel giugno del 1999, anche prima della sospensione erano ormai al di sotto del valore tecnico di un dollaro, richiesto per le contrattazioni sul Nasdaq. Un’idea approssimativa del valore attuale del titolo la si può avere dalle azioni scambiate nel premercato sul circuito Instinet: nove centesimi. Moody’s ha rivisto il rating di Worldcomm da B1 a Ca, con outlook negativo. John Odulik di Ubs ha gettato la spugna: “È impossibiledare una valutazione sul titolo e sulle sue prospettive sino a quando non saranno disponibili risultati finanziari affidabili”.
Lo scandalo ha colpito anche il dollaro, che nella seduta di ieri ha perso ulteriormente terreno nei confronti dello yen e dell’euro. Il biglietto verde si trova così a un soffio dalla soglia di parità con la valuta unica europea. Sono i sintomi di una grave ricaduta del male che affligge Wall Street: la mancanza di fiducia degli investitori. La crisi non riguarda più qualche società chiacchierata e particolarmente in vista, ma un intero sistema, sinora considerato lo standard di riferimento a livello mondiale.
La Securities and Exchange Commission - che ha già un’inchiesta in corso su Worldcomm - ha intimato alla società di presentare un rendiconto dettagliato sulle pratiche che hanno consentito questo clamoroso falso in bilancio e di fornire agli investitori i numeri veri. “L’autorità di controllo delle borse americane – in linea con l’amministrazione Bush – si è sempre opposta a un inasprimento delle regole che governano l’esercizio societario, ma un comunicato diffuso ieri recita: “Worldcomm ha commesso irregolarità di un gravità senza precedenti che dimostrano la necessità di una riforma delle pratiche contabili”. A Wall Street c’è chi scommette che se Enron non è bastata a far scattare il giro di vite, dopo Worldcomm sarà inevitabile prendere provvedimenti. Una proposta in questo senso è già stata formulata dal New York Stock Exchange ed è all’esame della Sec.
SCANDALO WORLDCOM (CNN) -- Il nuovo amministratore delegato della WorldCom, la grande società che ha appena ammesso di aver nascosto quasi quattro miliardi di dollari di spese nei propri bilanci, ha cercato di rassicurare dipendenti, debitori e clienti circa la sostanziale salute del gigante americano delle telecomunicazioni, ma il gruppo rischia comunque il fallimento. Che sarebbe il più grande fallimento della storia.
John Sidgmore, che solo un mese fa aveva sostituito alla guida della società il fondatore Bernie Ebbers, ha diffuso un messaggio videoregistrato ai dipendenti, nel quale dice di restare ottimista nonostante una "settimana molto dura".
"Pensiamo che i nostri clienti possano continuare a contare sul fatto che WorldCom risponda alle loro necessità di comunicazione oggi e che possano continuare a contarci anche domani", ha detto Sidgmore annunciando di aver incaricato William McLucas - un ex capo della Sec - di condurre una indagine indipendente su quanto è accaduto. Inoltre ha dato incarico alla Kpmg di fare una completa verifica dei conti.
"Questa società è assolutamente impegnata ad operare secondo gli standard etici più elevati", ha aggiunto l'amministratore delegato.
La società ha annunciato che taglierà le spese, ridurrà di 17.000 persone la forza lavoro (circa un quinto del personale) e venderà alcune attività per ottenere fino a due miliardi di dollari per pagare gli interessi sui 32 miliardi debiti. Sidgmore ha anche sottolineato che il gruppo ha entrate per 30 miliardi l'anno, un cash flow sufficiente, 25 milioni di clienti e nessun debito di particolare rilevanza che venga a scadenza quest'anno.
WorldCom possiede la rete internet più vasta del mondo ed è il secondo operatore telefonico americano per le chiamate interurbane, dietro alla At&t.
Molti analisti, tuttavia, temono che queste misure possano non essere sufficienti a evitare il fallimento. "Tutto questo non fa che aumentare le preoccupazioni degli investitori", commenta per esempio Adam Quinton della Merrill Lynch: "Ci lascia tutti praticamente senza parole".
La Sec, l'ente americano che controlla la Borsa e le società quotate, ha annunciato mercoledì sera di aver denunciato la WorldCom per truffa davanti al tribunale federale di Manhattan. Nella denuncia si afferma che la società ha fornito informazioni erronee agli investitori violando le normali procedure di bilancio e nascondendo il fatto che per il 2001 e il 2002 aveva avuto perdite per 1,2 miliardi di dollari, invece che profitti per 2,6 miliardi.
Oltre a chiedere i danni, il presidente della Sec Harvey Pitt ha anche chiesto al tribunale di emettere ordinanze che evitino l'uso di risorse per pagare l'alta dirigenza, attuale o passata ed evitino la distruzione di documenti.
Anche il presidente George Bush, dal Canada dove si trova per il vertice del G8, si è detto "indignato" per quanto è accaduto: "Indagheremo fino in fondo e chiameremo a rispondere chi ha tratto in inganno non solo gli azionisti, ma anche i dipendenti".
America
Bilanci falsi: lo scandalo Worldcom sconvolge l’America
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di Roberto Rezzo
New York Worldcomm, leader mondiale del settore telecom, guadagna un altro primato: diventa protagonista della più grande frode contabile che la storia della Corporate America ricordi. I vertici della società hanno ammesso che durante il 2001 e sino a tutto il primo trimestre di quest’anno, sono stati fatti figurare a bilancio profitti inesistenti per quasi 4 miliardi di dollari.
“È un fatto gravissimo, sono oltraggiato – ha dichiarato cupo il presidente Usa, George W. Bush, da Canada, dove partecipa al verice del G8 – Questi scandali stanno danneggiando seriamente le borse americane”. Bush ha annunciato che il dipartimento alla Giustizia aprirà immediatamente un’inchiesta e ha promesso che “i responsabili saranno chiamati a rispondere delle loro azioni non solo nei confronti degli azionisti ma anche dei dipendenti”.
Le indagini preliminari hanno rivelato che 3,8 miliardi di dollari di spese correnti sono stati iscritti nei libri contabili come spese di capitale, questo per cancellare un impatto negativo alla voce dei profitti. “Siamo sotto shock – ha dichiarato John Sidgmore, amministratore delegato di Worldcomm, fresco di nomina dopo la cacciata di Bernie Ebbero, ex numero uno e fondatore del gruppo nel 1985 – Il nostro impegno è quello di continuare le operazioni di Worldcomm in osservanza dei più rigidi criteri etici”. A saltare immediatamente è stato il direttore finanziario della società, Scott Sullivan, licenziato in tronco ed estromesso dal consiglio di amministrazione. Perde il posto anche David Myers, vice direttore generale con delega alla supervisione finanziaria.
L’attuale società di revisione dei conti, Kpmg, ha subito messo le mani avanti, precisando di aver ricevuto l’incarico poco più di un mese fa, quando è subentrata al revisore che ha accompagnato Worldcomm sin dai primi passi, Arthur Andersen. E il nome dice tutto. I vertici per il momento sembrano pagare solo gli spiccioli della crisi: Worldcomm ha annunciato un taglio del personale da 17mila posti per ridurre le spese, stimando un risparmio annuo pari a 2 miliardi di dollari. La società è esposta con le banche per 32 miliardi di dollari, e di questi 2,6 miliardi non sono stati restituiti entro i tempi dovuti. Una strada senza uscita, e molti analisti non vedono alternative alla procedura fallimentare, per chiedere la protezione dai creditori al tribunale. Adam Quinton, che da anni segue Worldcomm per Merrill Lynch, è convinto che con l’ultimo scandalo e la fuga degli investitori sia scattato il conto alla rovescia per la bancarotta.
La notizia ha avuto un impatto devastante a Wall Street con ripercussioni che dal comparto telefonico – già in subbuglio per le voci di bancarotta su At&t - hanno scatenato un’ondata di ribassi su tutti i listini. L’indice Dow Jones è sceso sotto la soglia di guardia dei 9mila punti e il tabellone elettronico del Nasdaq ha toccato il minimo degli ultimi tre anni il titolo Worldcomm non è stato neppure ammesso alle contrattazioni in apertura di seduta e rimane sospeso a tempo indeterminato. “È incredibile l’effetto che un titolo da 83 centesimi è riuscito ad avere sui mercati”, ha commentato mercoledì mattina un operatore di borsa. Le azioni Worldcomm, quotate sopra i 64 dollari nel giugno del 1999, anche prima della sospensione erano ormai al di sotto del valore tecnico di un dollaro, richiesto per le contrattazioni sul Nasdaq. Un’idea approssimativa del valore attuale del titolo la si può avere dalle azioni scambiate nel premercato sul circuito Instinet: nove centesimi. Moody’s ha rivisto il rating di Worldcomm da B1 a Ca, con outlook negativo. John Odulik di Ubs ha gettato la spugna: “È impossibiledare una valutazione sul titolo e sulle sue prospettive sino a quando non saranno disponibili risultati finanziari affidabili”.
Lo scandalo ha colpito anche il dollaro, che nella seduta di ieri ha perso ulteriormente terreno nei confronti dello yen e dell’euro. Il biglietto verde si trova così a un soffio dalla soglia di parità con la valuta unica europea. Sono i sintomi di una grave ricaduta del male che affligge Wall Street: la mancanza di fiducia degli investitori. La crisi non riguarda più qualche società chiacchierata e particolarmente in vista, ma un intero sistema, sinora considerato lo standard di riferimento a livello mondiale.
La Securities and Exchange Commission - che ha già un’inchiesta in corso su Worldcomm - ha intimato alla società di presentare un rendiconto dettagliato sulle pratiche che hanno consentito questo clamoroso falso in bilancio e di fornire agli investitori i numeri veri. “L’autorità di controllo delle borse americane – in linea con l’amministrazione Bush – si è sempre opposta a un inasprimento delle regole che governano l’esercizio societario, ma un comunicato diffuso ieri recita: “Worldcomm ha commesso irregolarità di un gravità senza precedenti che dimostrano la necessità di una riforma delle pratiche contabili”. A Wall Street c’è chi scommette che se Enron non è bastata a far scattare il giro di vite, dopo Worldcomm sarà inevitabile prendere provvedimenti. Una proposta in questo senso è già stata formulata dal New York Stock Exchange ed è all’esame della Sec.
SCANDALO WORLDCOM (CNN) -- Il nuovo amministratore delegato della WorldCom, la grande società che ha appena ammesso di aver nascosto quasi quattro miliardi di dollari di spese nei propri bilanci, ha cercato di rassicurare dipendenti, debitori e clienti circa la sostanziale salute del gigante americano delle telecomunicazioni, ma il gruppo rischia comunque il fallimento. Che sarebbe il più grande fallimento della storia.
John Sidgmore, che solo un mese fa aveva sostituito alla guida della società il fondatore Bernie Ebbers, ha diffuso un messaggio videoregistrato ai dipendenti, nel quale dice di restare ottimista nonostante una "settimana molto dura".
"Pensiamo che i nostri clienti possano continuare a contare sul fatto che WorldCom risponda alle loro necessità di comunicazione oggi e che possano continuare a contarci anche domani", ha detto Sidgmore annunciando di aver incaricato William McLucas - un ex capo della Sec - di condurre una indagine indipendente su quanto è accaduto. Inoltre ha dato incarico alla Kpmg di fare una completa verifica dei conti.
"Questa società è assolutamente impegnata ad operare secondo gli standard etici più elevati", ha aggiunto l'amministratore delegato.
La società ha annunciato che taglierà le spese, ridurrà di 17.000 persone la forza lavoro (circa un quinto del personale) e venderà alcune attività per ottenere fino a due miliardi di dollari per pagare gli interessi sui 32 miliardi debiti. Sidgmore ha anche sottolineato che il gruppo ha entrate per 30 miliardi l'anno, un cash flow sufficiente, 25 milioni di clienti e nessun debito di particolare rilevanza che venga a scadenza quest'anno.
WorldCom possiede la rete internet più vasta del mondo ed è il secondo operatore telefonico americano per le chiamate interurbane, dietro alla At&t.
Molti analisti, tuttavia, temono che queste misure possano non essere sufficienti a evitare il fallimento. "Tutto questo non fa che aumentare le preoccupazioni degli investitori", commenta per esempio Adam Quinton della Merrill Lynch: "Ci lascia tutti praticamente senza parole".
La Sec, l'ente americano che controlla la Borsa e le società quotate, ha annunciato mercoledì sera di aver denunciato la WorldCom per truffa davanti al tribunale federale di Manhattan. Nella denuncia si afferma che la società ha fornito informazioni erronee agli investitori violando le normali procedure di bilancio e nascondendo il fatto che per il 2001 e il 2002 aveva avuto perdite per 1,2 miliardi di dollari, invece che profitti per 2,6 miliardi.
Oltre a chiedere i danni, il presidente della Sec Harvey Pitt ha anche chiesto al tribunale di emettere ordinanze che evitino l'uso di risorse per pagare l'alta dirigenza, attuale o passata ed evitino la distruzione di documenti.
Anche il presidente George Bush, dal Canada dove si trova per il vertice del G8, si è detto "indignato" per quanto è accaduto: "Indagheremo fino in fondo e chiameremo a rispondere chi ha tratto in inganno non solo gli azionisti, ma anche i dipendenti".

